La presa di coscienza di vedere presso altre comunità, non necessariamente lontane, l'attaccamento che la gente ha verso le proprie origini, la propria Storia, i propri Usi e Costumi, tanto da adoperarsi nel mettere in mostra quanto è testimonianza del loro essere, induce raizes ad adoperarsi per diffondere, allargare ed approfondire nei bussolenghesi la conoscenza di tutti quei tesori che costituiscono il loro patrimonio.

L'impegno, il fine:
migliorare il mondo di domani
prendendo coscienza del mondo di ieri.
 
Anche se non può essere collocata fra le radici della storia della comunità cristiana, la Chiesa di Santa Maria Maggiore va collocata al primo posto, fra i tesori  di  Bussolengo.

Scrivere di questa chiesa, vuol dire parlare di un preciso periodo storico, ovvero scoprire un tesoro-testimone della nostra storia che in qualche modo è riuscito a stare alla pari con l'evoluzione artistica avvenuta nello stesso periodo nelle culle “importanti” dell'Arte.

 
Nell'esposizione, il visitatore non solo potrà facilmente assaporare ricchi significati che vanno al di là delle modeste capacità artistiche dei vari artisti, generalmente grossolani interpreti della prospettiva e dell'anatomia, ma, confrontando la trasformazione stilistica in atto nel periodo che va dal Seicento all'Ottocento, può estrapolare il risaltante impegno posto dai “nostri” autori nell'assolvere compiti affidati  loro da committenti desiderosi di lasciare ai posteri una testimonianza attraverso una tela, una scultura un manufatto.
  
I commenti sulla storia della Chiesa e sui quadri illustrati sono stati liberamente tratti dall'autore Aurelio, dai libri "Bussolengo Immagini di Storia" e da "Bussolengo. Appunti monografici" di don Bacilieri.
  
La Storia della Chiesa Parrocchiale
  
La Storia della Chiesa Parrocchiale da COME IL PANE.  
  
I TESORI DELLA PARROCCHIA:
                                           1. I quadri della Chiesa rinnovata. 
                                           2. I quadri della Chiesa  (prima del 2011)
                                           3. L'inventario dei beni culturali.